lunedì 16 maggio 2016

Cherokee

Eri un cavallo,
ti montai a pelo,
nuda solo di luna.

Al mattino poi,
sazio , evaporavi.

Mentre mi mordi
il cuore e lo calpesti,
col ghigno d'un folle.




Non oso

Ti porto con me
stropicciato e vero,
come seconda pelle,
una canzone in testa,
l'odore antico delle labbra...
Unico essere ad essere,
se mi guardi di nascosto come fai,
mi sciolgo in terra.
E li' mi troverai,
fino al tuo ritorno.
Pesami l'anima,
coprimi di fango,
la mia voce
sempre urlerà che
t'amo,altro non oso.

Triste coniglio

Occhi miei quanta pena,
dolori sepolti e lampi di gioia.
Troppo mi avete svelato,
tanto eravate specchio
d'infinite pieghe e stanchi.
Ora basta,serratevi e tacete!
A che serve se son sempre io,
a caccia,a stanare, a rincorrere
chi preda gode e al riparo sta?
Cieca nella notte nera di nubi,
meglio cadere che scialare
dietro un triste coniglio!

Il senso perso


















Ti ho costruito
un'immagine di dio,
ma tu sei uomo
e nemmeno tanto fortunato.
Demolito,offeso,tradito
mille volte almeno,
sei rimasto in piedi,
fiero e puro, col cuore intero.
Di questo m'innamorai,
folle e lucida ammirante
e complice ,saggia di nulla.
Eppure tu non vedi
che una preda molle,
un corpo invitante,
forse un'amica di scorta.
Addio,con rabbia,addio!
È l'ora di lasciarti scivolare,
dolce angelo smarrito,
o anch'io cadrò lì ,
dove tutto comincia,
verso il senso perso.

sabato 7 maggio 2016

Crudele canto

Guardo il fiume e corro
a pensare a te,
che ,come sempre,
arrivi quando l'acqua
e' bassa.
Poi t'incanti ,sciocco,
se mi colmo e splendo,
per annegarti tanto.
Prenderei le forme
di farfalla o tigre,
se servisse, stanco,
a condurti al sogno,
a dormirmi a fianco.
Ma tu non credi,
franco,che qui sepolta,
sola e mai davvero,
io mi aggrappi ,cieca,
a quelle poche briciole,
al tuo crudele canto!

Amara

Non ho versi stanotte per te,
ne' baci o dita fruscianti.
Quel che miete il mio cuore
ha un nome nascosto,
terribile,arcano.
Lasciartelo pronunciare
o donarlo al vento:
temo stessa fine,
uguale tormento .

venerdì 6 maggio 2016

Sarà poesia

Sol                                    Re+
Di questi miei versi
Sol                        La-
ma che ne farò?
Re+                                                  Do 
Li ho scritti e un pò persi,
Re+                          Sol
che colpa ne ho?

Con loro non mangio,
nè mai mangerò,
ma è certo la parte
più vera che ho.

Sol Re+
Sarà,
Sol Re+
vivrà,
Sol                       Re+
forse diventerà
Sol  La-
poesia,
La- Re+
perchè ,
La- Re+
lo so, 
La-                                Sol
questa è roba mia.

Se poi m'innamoro,
son triste perchè
col cuore felice,
non scrivo un granchè!

Fortuna che al mondo
un uomo non c'è,
nè moro,nè biondo
che faccia per me!

Sarà,vivrà,forse diventerà
poesia,
perchè ,lo so, questa è roba mia.

Mi sento una stella
se penso che ho
un foglio e una penna,
cos'altro ci vuol?

Non mangio,non dormo,
nè parto,nè torno,
ne sento il bisogno,
di notte e di giorno,

e la maledico,m'inchino e la invito,
trascuro il marito,
perchè, guarda un pò,
io l'amo con tutto il cuore che ho!

Sarà,vivrà,forse diventerà
poesia,
perchè ,lo so, questa è roba mia.

sabato 23 aprile 2016

Cicciuètto,il bambino che voleva essere un fumetto


C'era una volta un bambino in carne e ossa ,più carne che ossa in verità .Il suo nome era Cicciuètto, un bimbo pacioccoso,dolce e sensibile. Andava a scuola e i suoi compagni lo prendevano in giro per via della sua morbida ciccia e dei suoi modi gentili e garbati. Cicciuètto soffriva molto ,ma in silenzio e senza che se ne accorgesse nessuno, né la maestra Perfettina, né l'insegnante di nuoto Sadichin ,né tanto meno il suo fratellone Sotutt. Cicciuètto era sempre solo ,triste e per questo costantemente affamato. Un giorno, mentre era seduto a tavola a mangiare gli avanzi degli altri piatti, gli  apparve il Mago Magòn che, vedendolo triste e leggendo nel suo cuore ,gli domandò cosa desiderasse più di ogni altra cosa al mondo .Il bimbo ci pensò un poco ,poi serio serio gli rispose che una volta aveva ascoltato la mamma raccontare una storia, parlava di un burattino che voleva diventare un bambino vero. Ecco lui ,invece, avrebbe tanto desiderato essere un fumetto. Il Mago Magòn si stupì di questa richiesta insolita e volle saperne il motivo, prima di procedere con la magia .Cicciuètto gli spiegò che era molto triste per il fatto di essere così grassottello e morbidoso,detestava essere preso in giro perché non gli piaceva rispondere a chi lo derideva né voleva cedere alla tentazione di difendersi quando lo spintonavano o lo facevano inciampare apposta ,perché la sua mamma gli aveva insegnato a non fare del male agli altri bambini. Ma se diventasse un fumetto, magari un supereroe come Spiderman o uno duro come Tex, nessuno lo prenderebbe più in giro e soprattutto non avrebbe più quell'incontenibile appetito.
Così il mago acconsentì a realizzare il suo desiderio ,ad una condizione però :Ciucciuètto sarebbe ritornato un bambino quando un bacio di vero amore lo avrebbe toccato.
Dovete sapere che nella scuola di Cicciuètto c'era una bimba sensibile e timida ,che non amava parlare molto e stava sempre in disparte a leggere .Si chiamava Fantì , aveva capelli profumati e dita sporche d'inchiostro ,una voce incerta e maniere gentili. Un  giorno Fantì fu chiusa in uno sgabuzzino da Sbullo e la sua banda ,un manipolo di bambini parecchio monelli e con la fastidiosa abitudine di prendere in giro i tipi strani come Fanti' o Cicciuètto.
Chiusa a chiave e sola,non le rimaneva altro da fare che mettersi a leggere qualcosa,ma aveva lasciato il suo zaino in classe,così prese a cercare nella stanza polverosa e disordinata.Il suo sguardo si fermò su un giornaletto colorato,il cui titolo era "Super C", un fumetto molto realistico e originale che la incuriosì subito.Leggendo le avventure di questo supereroe fu catapultata nel suo mondo e più conosceva la sua personalità , più se ne invaghiva profondamente .
Egli ,infatti ,non era né particolarmente bello né possedeva super poteri ,fatta eccezione per uno: poteva  guardare dentro il cuore delle persone ed indovinarne i sentimenti con una precisione quasi imbarazzante!Fantì pensò che le sarebbe piaciuto avere un amico come Super C ,anzi in realtà avrebbe voluto avere un ragazzo come lui ,era sicura di possedere tante qualità che stentavano a manifestarsi quando si trovava tra la gente. Ma lui le avrebbe viste certamente ,grazie alla sua intro-vista, e desiderò così intensamente di poterlo conoscere che si ritrovò ,quasi senza accorgersene, a posare le sue labbra sulla pagina ,proprio in corrispondenza del viso del suo eroe,stampandogli un appassionato bacio di carta ,il suo primo bacio.
All'improvviso fu risucchiata in un vortice che la fece fluttuare così in alto che perse i sensi e cadde.Al suo risveglio ,in quella stanza polverosa e semi buia, trovò  una mano nella sua. Era  una manona soffice e forte al tempo stesso, ci si aggrappò per rimettersi in piedi e fu allora che i suoi occhi incrociarono lo sguardo riconoscente di Cicciuètto. I due si riconobbero all'istante e non ci fu bisogno di molte parole per capire che non sarebbero stati mai più soli ,mai più.
La porta si aprì ,i bulli risero ,le maestre non capirono ,gli insegnanti di nuoto tanto meno, i fratelli notarono qualche cambiamento e se ne presero segretamente il merito .
Niente importava loro ,Fantì e Cicciuètto si erano innamorati l'uno dell'altra e così forti non si erano sentiti mai prima d'ora. Il  resto è solo per i pettegoli e gli aridi , e a noi le loro storie non interessano un gran che !

martedì 12 aprile 2016

Andromeda


E lui la respingeva,
come fa lo scoglio con l'onda.
Lasciandola più forte e più sola,
ogni volta immobile e consunto lui.
Incapace meschino di permearsi ,
spaventata lei,curiosa e spietata.
Un amore senza riparo,
dove non trova pace
la sete di sogni, a mezz'aria
tra un volo di rapace
e la catena del dovere.


sabato 5 marzo 2016

cella 48





                                                              ( foto di Ileana de Simone )



Mi han beccato a rubare,
son dentro per questo.
Potevi insegnarmi
un mestiere più onesto!

Il mio eterno rivale
sa di cosa ho paura.
E' così per natura,
gode a farmi del male.

Da bambino mentiva
e sapeva ingannare.
A mia madre diceva:
"Lo farò raddrizzare!"

Ma quel fuoco che avevo
picchiava più forte,
prima le scassinavo,

ora conto le porte...

E ritorno a cantare,
anche senza parole,
anche se non ho voce.
L'ho persa le notti
urlando di uscire.

Ti ho sciupato,lo sai,
cara mia libertà.
Mi son messo nei guai,
qui non c'è dignità.

E da questa finestra,
sempre uguale da sempre,
le parole che ho in testa
mi scaldan la mente.

Ma se dentro tu muori,
non saprai com'è bello
poter correre fuori,
e non contro un cancello.

E ritorno a sognare,
anche senza cuscino,
anche se non ho sonno.
Non posso dormire
o non ne sento il bisogno.

La levatrice (della lavatrice)

(scritta nel 2013 ispirandomi inizialmente allo stile di Elio e le storie tese... e ormai un cult negli ambienti underground della bassa...occhio al messaggio intrinseco e sempre attuale ! )

In tempo di crisi,non trovo lavoro.
Sai cosa ti dico,mio caro tesoro?
Ci penso da tempo,un dì lo farò:
ecco un impiego che non perderò.

Il senso di questo lavoro banale,
sta tutto nel capo che devi mondare.
Se i soldi son laìdi,e li vuoi smacchiar,
lei lava,io levo e a mezzo si fa!

Faccio la levatrice della lavatrice!
Faccio la levatrice della lavatrice!
 
La coppola è un mito che non regge più,
per ora è il pulito che tira di più.
Lavàti e stirati dal nord o dal sud,
nemmeno t'accorgi del tanfo che fu...

Mi parve un'idea davvero geniale,
ma quando la volli testè realizzare,
mi dissero in giunta ,con fare seccato:
"Spiacente,signora,da adesso è reato!"


Faccio la levatrice della lavatrice!
Faccio la levatrice della lavatrice!

I sogni non dormono



Vorrei spaccare il muro,
usando un pugno solo,
rompere  dita e calce.

Dovrei urlare al cielo,
contro un destino nero,
regno di mostri e chimere.

Invece resto qui,
con l'unica faccia che ho,
immobile,inutile specchio.

E' che non smetto mai
anche in silenzio e poi
e corro e spero e lotto.

I sogni non dormono,
vivono per noi 
e ci svegliano.
I sogni decidono 
se sari un eroe 
o solo l'ultimo.

Tu non mi abbatterai,
nè ora,nè mai,
figlio di un dio superiore...

Appesa ad un riflesso,
rincorro l'onestà,
cose che non han prezzo...

Volevo far l'attrice,
la còlta,quella strana...
cosa ho risolto alla fine?

Chi mi salverà
e cosa mi rimane?
Dall'ombra esce un ricordo.

Ti vedo ritornare,
senza far rumore,
tanto ti sento lo stesso.

Tu mi sfioravi a caso,
la mano e il tuo profumo...
ecco lo sento anche adesso.


I sogni non dormono,
vivono per noi 
e ci svegliano.
I sogni decidono 
se sari un eroe 
o solo l'ultimo.

Brama d'amore



( composta la settimana scorsa...ha la sua melodia che non riuscirò ovviamente mai a trasmettere,
ma ce l'ha: fidatevi! )


Non ti fidi più di me,
nè indovini il mio tormento ,
e guardarti accanto a lei ,
mi fa male già da tempo .

Siamo amici , oramai ,
ma potrei rischiare tutto
per una futile brama d'amore ,
perderei subito un tipo come te.

Quando ridi come sai ,
mi si accende il sole dentro.
Se poi canti insieme a me ,
la mia voce acquista un senso.

Sei felice come sei,
o vorresti buttare tutto ?
Per una stupida brama d'amore ,
perderai un complice
prezioso come me.

Io ti penso spesso e poi
mi sorprendo a immaginarti
una nuova identità,
con cui possa reinventarti.

Ma se tu non fossi tu ,
coi tuoi limiti oggettivi ,
avrei un'autentica
storia d'amore ,
un uomo accanto che
non somiglia a te.

Vivo una splendida
storia d'amore,
anche se a volte,sai,
sogno ancora te...

La moglie del pescatore



(ha cambiato titolo varie volte,ma alla fine mi piace così,nuda e cruda...)

Sei  partito da un anno e sola restai,
nella casa c'è un vuoto,che è marmo oramai,
ma che ne sai...?

Se c'è un'altra,lo giuro,che ti lascerò
e nel mare i miei sogni con te getterò
ci credi o no...?

Amami,come si ama un fiore
e credimi,come credi al dolore.
Se tornerai,
la mia vita riprende i colori che sai,
ma non lo farai,
non lo fai mai.

Ti ho tradito,è vero, e non mi bastò.
Te lo dissi e ,sincero, il tuo orgoglio tremò,
non dirmi di no...!

Ti ho aspettato nel buio di un sogno a metà,
ho sperato che il mare inghiottisse anche me,
senza pietà...

Amami,come si ama un fiore
e credimi,come credi al dolore.
Se tornerai,
la mia vita riprende i colori che sai,
ma non lo farai,
non lo fai mai.


Fidarsi di un amore



Vorrei aggiungere ogni tanto qualche testo , immagini di canzoni o suggestioni musicali . Nascono dall'ascolto di brani già noti che mi colpiscono per la povertà sostanziale o la lontananza della parte letteraria ,o altre volte partono semplicemente dal mio immaginario musicale. Non sapendo suonare gran che ,queste parole in versi restano sospese, tronche ed orfane.
Chissà se ,dandole in pasto alla rete ,qualche sensibile musicista riesca a dar loro una vita danzante , un sogno, un  respiro più ampio...


Fidarsi di un amore
( fortemente ispirato da una canzone dell'amico Guido Caruso )


Ti ho raccontato così tante cose che,
adesso che mi lasci, indietro le vorrei.
Segreti chiusi stretti e cassetti che
nessuno aveva osato aprire mai.


Sbatti quella porta un'altra volta ,dai!
Non chiederti se fosse meglio una parola,
e prendi ancora a calci ciò che amavi tu,
senza preoccuparti delle conseguenze.


Fidarsi di un amore non è mica facile,
è il gioco delle parti che ti può accecare...
che non t'inganni questa vita mia,
...sai spesso non potevo scegliere.



Libera le mani dalla gabbia che
mi hai cucito addosso , giorno dopo giorno.
Stavolta credo che hai proprio ragione tu,
meglio se mi lasci senza una parola,
e dopo tanti anni ,non sprecarne più...


Fidarsi di un amore non è mica facile,
è il gioco delle parti che ti può accecare...
che non t'inganni questa vita mia,
...sai spesso non potevo scegliere.


Certo che era bello camminare là,
dove il lago abbraccia la collina,
farci una birra , raccontarci che
la vita ,a volte, ti spalanca il cuore.
Ma solo un cuore non basta, per vivere...


Fidarsi di un amore non è mica facile,
è il gioco delle parti che ti può accecare...
che non t'inganni questa vita mia,
...sai spesso non potevo scegliere.

Angelo

Tu che mi parli,
senza guardarmi,
eppure mi trovi,
stani le ombre,
le rendi fertile luce.
Il tuo tormento
mi tenta come miele.
Più ti vesti,
più ti vedo:
nuda carne d'angelo.
Sei caduto,per me?
Allora ti terrò in volo,
sulle mie spalle lacere,
senza apparente fatica.
Ma quando ,esausta,
dovrò farmi da parte,
tu tornerai uomo,
io triste, triste cosa.

domenica 13 dicembre 2015

A Busto


A Busto ogni giorno si muore ;
senza dare nell'occhio ,
senza fare rumore.
L'anima s'invola e protesta ;
fugge , rifiuta sgomenta
s'arresta innanzi un sorriso .
Ma che ? Fra tanti che vanno ,
auto che scaricano bimbi
come bombe , davanti
a scuole deserte di parole ,
vuote di slancio ,
fabbriche assolute
di nuovi e grigi schiavi :
l'ennesimo branco !

sabato 4 luglio 2015

Inno a Enrico (Berlinguer)


Enrico questa è per te , ovunque sei , ovunque stai.

Se lui fosse in piedi accanto a me
mi chiederebbe : "Ma perché ?
Avete smesso di combattere, perché ?".

Se lui fosse ancora qui con noi ,
ci direbbe : "Cosa c'è di diverso ,
cosa avete fatto mai ?".

Vai ,vai ,vai per Enrico !
Dai ,dai ,dai alza il pugno !
Mai,mai,mai non tremare mai !

Se credevi in quelle idee
sai , non possono morire ,
tutti uguali e liberi
di pensare (e sognare).

Quel che abbiamo in testa noi ,
non puo' finire in una sera.
Sventoli ancora ,
rossa bandiera !




domenica 17 maggio 2015

Guai a voi!

Questo cuore ancora
deve farsi di marmo.
Io piccola cosa dovrò
sembrare un gigante.

Statemi lontano
statemi lontano
non ho spazio per voi
nè per sognare.

Inutile dirvi ora
quanto peccato sia
mortale serrare
un fresco sorriso

in un ghigno feroce!
Avete scelto di ricacciarmi
nell'ombre e ,zitta zitta,
ci ritorno.Guai a voi!

giovedì 9 aprile 2015

Pianto di madre


Marzo ,la guerra alle porte.
Ti stringo al petto ,ti innondo.
Ninnandoti bacio il tuo dolce respiro.
Bombe e sangue intorno.
Ed io urlo sussurrandoti l'amore
non teme non geme non muore .
Per la vita che t'ho dato
in un mondo disperante
vissi per te soltanto .
Che tu sia libero e forte
perdonerai la morte
che mi strappa qui
a te lascio questo canto
a illuminarti il viso in pianto.

Arriverà l'autunno

  Arriverà l'autunno, con le piogge e i suoi odori ed io ti avrò scordato. Perché mi attraversasti il cuore in lungo e in largo, senza a...