venerdì 29 marzo 2019

Il mondo va...

Caro mio mi fai pena,
tanta che non ti vedo,
se reciti la scena
lo sai che non ti credo.

Il mondo va a puttane,
ma non ci prova gusto.
Tu chatti da stamane,
io me ne andrei da Busto.

Non è soltanto rabbia
o cieca frustrazione,
è il tempo che m'ingabbia
e non c'è soluzione.

Io parlo con un sordo,
io sbatto sempre al muro.
Sei tu che sei sì tordo
o 'l cranio mio sì duro?

Oh!Nescio e patisco,
come diceva il Gaio.
Seppure m'intristisco,
non è poi un grosso guaio.

La penna mi solleva,
alzo di nuovo il braccio.
Parole mi fan leva
e non son più uno straccio.

venerdì 22 marzo 2019

Un rasta a Costa Hutz


In un'alba di città qualche giorno fa,un folletto dei monti ( un Twergi per l'esattezza ) mi venne a svegliare e mi condusse a Costa Hutz.
Per chi non fosse pratico di leggende alpine e di viaggi magici, sappiate solo che dopo Baceno andando verso l'Alpe Devero (VB) troverete dei monti scoscesi che paiono venirti incontro ,talmente scendono ripidi.


Il richiamo dei monti lo sentivo da tempo,invano zittito dal rombo di Suv che sfrecciano tronfi e arroganti come pavoni di lamiera.
Il Twergi credo abbia udito il lamento di un essere umano in cerca di pace,di un angolo di paradiso,di un'oasi di serenità e così mi ha portato a camminare lungo un sentiero tra i boschi.


Alla nostra sinistra pareti di granito venate di rivoli zampillanti di gelida acqua,alla nostra destra e a perdifiato la vallata e più su le cime spruzzate di neve marzolina.


Non siamo altissimi , circa 1300 mt,ma già si respira tutta un'altra aria.L'animo si ritempra , nello sforzo della camminata e dimentica per un pò le preoccupazioni quotidiane.Il sottofondo della cascata poco distante ci rilassa ulteriormente ,con il suo ritmo naturale e la presenza rassicurante del fluido vitale.



Davanti al cartello in legno con scritto "Costa Hutz" il Twergi mi stringe la mano e si congeda,non prima di avermi indicato un puntino colorato a qualche centinaio di metri da noi, un puntino in rapido movimento.



Potevo scorgere solo una massa di capelli al vento, lunghi e nodosi come cime di un veliero e una giacca verde mela.
Alessandro ha vissuto fra queste montagne facendo probabilmente ciò che fecero i walser (letteralmente "valligiani") secoli fa, quando si trasferirono dalla Germania per colonizzare queste impervie alture.


Il rasta mi porta a conoscere la casa d'alpeggio dove ha trascorso diversi mesi e che , a giudicare già dalla ciclopica chiave in ferro battuto , potrebbe essere vecchia più d'un secolo.


La pietra ollare si allea col legno di larice ( sapientemente reso impermeabile grazie al riciclo dell'olio di cucina ) per creare costruzioni in perfetta simbiosi paesaggistica.La pietra mi attrae profondamente,è liscia perloppiù e di un grigio di differenti sfumature.Se ti ci siedi al sole puoi percepire il calore che ha catturato.Calore che rilascia anche al cibo che sopra di essa puoi arrostire, costruendoti per esempio delle fornaci ( come in Minecraft in modalità sopravvivenza - per i più tecnologici ! ).


Il pavimento ed il soffitto in legno,la finestra con vista da urlo sui monti fanno subito pensare alla malga del nonno di Heidi.Ci sono due camini in pietra grezza,uno a sinistra e l'altro a destra dell'ingresso.Oggetti antichi ci raccontano delle attività che si svolgevano qui.Il legno onnipresente e la quasi totale assenza di plastica rendono unico ogni mestolo,ogni arnese per la lavorazione del formaggio,ogni cesto per battere i cereali.Noto una rastrelliera appesa per la conservazione delle pagnotte di pane, una dispensa scavata nel muro e il camino con la pentola di ferro con l'asse basculante per rimestare la polenta ... 


L'acqua arriva a potenza di rafting direttamente dalla sorgente al rubinetto e - inutile a dirsi- è freschissima e purissima.




Pare che capre,caprioli e cervi di notte amino passeggiare sui tetti delle case qui ed immagino come possa essere trovarsi a lume di candela nell'atmosfera alpestre quando intorno tutto è natura selvatica ,senza l'ombra di un sapiens .







Chiedo al mio ospite come si vive fuori dalla civiltà,senza luce e senza molte comodità e lui mi parla di un'esistenza certamente dura : trasportare anche solo un comodino fin lì può diventare un'impresa ercùlea. Allora si impara a costruirsi da sè i mobili, a coltivare i legumi e i cereali, a fare il pane, a sotterrare le patate perchè si conservino, a far seccare la frutta o ad inventarsi il wc con una sedia bucata. Per farti gli affari del vicino più vicino serve un binocolo professionale. Se dovessi sentirti male occorre che impari a calarti con le funi giù dal versante fino a valle.Resti di scheletri di animali ci ricordano che scivolare è molto più facile di quanto si pensi e ...  sì  : in questo paese può capitare di vedere gli asini che volano...  e le mucche anche! Li imbragano per portarli via in elicottero in casi di emergenza.





Asini volanti a parte, la magia di questo luogo la si può vivere semplicemente mettendosi "in ascolto" . Alle narici ti arrivano profumi di erbe aromatiche selvatiche : rosmarino, timo, origano, ginepro. Gli occhi sono coccolati dalla maestosa rassicurante presenza delle cime rocciose. Cammini tra violette selvatiche e preziosissimi escrementi di ovino .Ti può capitare di imbatterti in una roccia apparentemente anonima e che diede rifugio ad un partigiano. Soffermandoti a guardare la cavità nascosta puoi immaginare dove fosse il suo giaciglio e ritornare per un attimo a quei tempi epici e difficili quando nascondersi poteva essere l'unico modo di sopravvivere.


Dunque ,perchè venire qui , a Costa Hutz ?
Il Twergi  me lo ha rivelato lasciandomi nel palmo della mano un pezzetto di lichene.Tu che leggi questa breve storia forse la dimenticherai presto , oppure sedimenterà in te come la voce delle montagne che ti chiamano per ricordarti che non sei sempre stato una ruotina dell'ingranaggio feroce che ti vede nascere,lavorare,consumare e morire.Sei un essere umano,fai parte di un organismo più grande di te e più antico,più saggio ed autentico.Abbiamo bisogno di sentirci piccoli innanzi alla vastità del Pianeta che si manifesta a noi e ci sveglia dal torpore di un'esistenza sempre più virtuale,fin troppo comoda e spesso sintetica.
C'è una voce in noi,seguiamola più spesso che possiamo: il ritmo della natura,il ciclo delle stagioni,il rispetto per la vita.Troviamo il tempo per noi stessi , nell'ascolto dell'energia che giace come brace nella parte più "sana" dell'uomo.
Parafrasando il Mahatma Gandhi ... una voce antica come le montagne.



Per info su Costa Hutz e su soggiorni estivi  detox/sopravvivenza/avventura/autosufficienza 
Alessandro ( silvestrialessandro@live.it )





giovedì 14 marzo 2019

News: prossimamente su questo sito un'intervista "selvaggia"... si può vivere oggi senza le comodità a cui siamo avvezzi ? ... restate nei paraggi e lo saprete.M'inerpicherò tipo capretta sui monti e tra asperità inaudite per raccontarvi di un musicista rasta e delle sue strategie di sopravvivenza lontano dalla " civiltà ". (Se tornerò indietro , s'intende …!).

mercoledì 13 marzo 2019

vrooooooooom!


La donna-cracker (8marzo2019)

" Ehi , stìrami la camicia ! "
" Donna , dov'è la giacca blu? "
" Dove vai, con CHI esci? "
… Tieni gli occhi bassi,
non comandi mica te.
Comando IO  e se pensi
di contare qualcosa è
perché IO te lo faccio credere:
stupida , come sei stupida !
Solo quel che hai tra le cosce
m'interessa ( forse anche le tette ) .
Ma non vali niente:
sei un trastullo , un giocattolo ,
un soprammobile che
ho scelto e comprato IO!
E se mi lasci,
bocconcino MIO,
se mi lasci per un altro ...
ti metto quella testolina
di cazzo sotto spirito !
Sei MIA .
E questo è quanto .
Puoi lavorare ,
sgobbare come un'asina
per me e per i mocciosi ,
puoi fare ciò che vuoi :
sei "libera" ,
in fondo .
Ma prova a lasciarmi ,
a trovarti un altro;
provaci : vacca senza speranza!
E ti sbriciolo come un cracker.


lunedì 4 marzo 2019

Report n.6

E' un po' che non ci sentiamo, Astronave Madre .
Non che sia successo un granchè ultimamente.
Semplicemente non avevo novità da riferire,nè sul genere umano in generale , né su di me.
In realtà questa forma in cui mi avete costretto a vivere inizia a stancarsi e a stancarmi.
Rughe,capelli bianchi,chili di troppo e dolori di varia natura sono in agguato da mesi.
I più abbienti pongono rimedio con la chirurgia plastica e sedute di fisioterapia, ginnastica,palestra,piscina,dietologi,agopuntura,massaggi,fanghi,cure termali,droghe.
Il restante 90 per cento del mondo invecchia,punto.
La visione della vita sta mutando insieme al mio corpo.
Ho bisogno,profondamente bisogno,di cambiare modo di esistere.Non mi sta più bene nulla di ciò che mi circonda quotidianamente: il cemento , le auto , il cibo di plastica avvolto in confezioni di plastica , l'acqua che devi comprare perché dal rubinetto chissà cosa esce,frutta e verdura insapore a prezzi stellari,il vuoto negli occhi degli altri esseri umani.
Il vuoto o la pienezza di sé.
Impossibile quasi trovare contatti.
Pare che la pazzia o l'auto-isolamento siano le uniche soluzioni per chi "apre gli occhi".
Pare esistano nascenti micro-comunità di "uomini nuovi".
Andrò a cercarli , Astronave Madre, e riferirò .
Per ora passo e chiudo,Yamman.
P.S. = Non ho perso la speranza , ho forse sperato troppo.

sabato 2 marzo 2019

Come le api col miele

Ti sei posato su di me,
come fosse semplice,
hai reso dolce il respiro,
di sbieco la notte ammiro.

Sei sparito sulla scia,
una feroce melodia,
ti accompagna sempre,
voce di canto silente.

Come le api col miele,
come le api col miele.

Il gabbiano che aspetta
da lontano la scelta,
lo sforzo di pensare
che sia tutto normale.

Sono a prua d'un regno,
lo vedo, mi pare , con sdegno.
Resto ancorata alla vita,
un' ultima volta tradita.

Come le api col miele,
come le api col miele.

Lascio solo un caro,
vecchio amico muto.
Cuore di iena amaro,
triste sfocato saluto.

giovedì 14 febbraio 2019

Bianco

Do una mano di bianco
a questo cuore stanco.

Il tuo profilo nascosto
riappare vivido tosto.

Do una mano di bianco
senza crederci tanto.

Il disegno segreto
di un amore discreto.

Dai una mano di bianco
se nemmeno ti manco.

Stendi il mio cuore al sole
con oscene parole,

bisbigliate alla luna
povere di fortuna.

Un paracadute guasto,
l'incertezza di un tasto

che vorresti premere,
io distante a gemere.

Con un piede nel fosso,
un salto che non posso.

Ci si priva degli amanti,
amaro lo sguardo avanti.

Non verrà mai nessuno,
a vietarmi il profumo,

a cantare come un dio,
a scoprire il petto mio.

giovedì 24 gennaio 2019

It's you

(Versione in inglese di "Fatta apposta per te" gira sugli stessi accordi)

It's you.
It's you my only passion,
the reason of depression
inside of me.

It's you.
It's you, nobody ever,
the source of my fever
and despite me.

Leave my identity
to rise and grow in liberty!
My love, my love.

Get up and dream out of here,
with true joy without fear !
And live , and live !

It's me.
It's me so talking sweet
and walking down the street
as if you … ( with me ).

It's me.
It's me they call insane,
but i see in to your pain
a piece of me.


mercoledì 23 gennaio 2019

Fatta per te

mi-
E' lui ,
re+
è lui che viene in sogno,
la+
da cui parto e sempre torno,
mi-
ancora lui.

E' lui,
è lui che non mi vuole,
che mi cerca poi scompare,
sempre lui.

sol+  mi-
Dammi
re+  mi-
la libertà,
sol + mi-
illusa
re+  mi-
di essere unica,
mi-  re +
per te ...
  re +                la+
fatta apposta per te

Alzati!
Credi che?
Basta coi giorni
a piangere
perché ...
non son fatta per te.

Sei tu,
sei tu il mio chiodo fisso ,
il mio amo nell'abisso ,
sempre tu.

Sei tu ,
sei tu che mi sopporti
chiudi gli occhi e vai avanti
ancora tu.


sol+  mi-

Dammi
re+  mi-
la libertà,
sol +  mi-
illusa
re+  mi-
di essere unica,
mi-  re +
per te ...
re +  la+
fatta apposta per te.

Alzati!
Credi che?
Basta coi giorni
a piangere
perché …
non son fatta per te.

N.b.= Ho inserito qualche accordo , appena mi torna la voce provo a cantarla ...

domenica 2 dicembre 2018

Solo andata

Ammiro di te le occasioni perdute,
continuo a cadere in trappole mute.
Pensando a nutrire un amore già stanco,
non sento nemmeno che forse ti manco.

E nasce con l'alba un ricordo fottuto,
passione che monta e che dura un minuto.
Il cuore era vivo soltanto per me?
Ti sembra plausibile re si ste re ?

Intanto una nebbia m'appare vicina,
un manto sottile che tutto rapina.
Poterci cadere nel grigio pallore
scompaio davvero,non faccio rumore.

Nessuno saprebbe che il cuore  mio morto
da tempo batteva col fiato già corto
e mentre vivevo ,diciamo, per finta
perdevo ogni istante quel poco di grinta.

L'immagine tua mi fa l'anima in festa
e tutto smarrisco eccetto la testa,
e il tempo,il mondo,la notte,il giorno…
perché t'amo sicura ,ma senza ritorno.

sabato 15 settembre 2018

Che sia

Che sia dolore e dolore sia
che sia pianto infinito e stanco
che sia vomito da bruciare
e vuoto da riempire
che sia angoscia d'un domani
livido di sogni strozzati
che sia quel che sia
io vado ,amico,vado via!

lunedì 20 agosto 2018

Su la testa!

Quando prendi una cantonata in amore , ti resta nell'animo un certo grado di confusione che ti blocca i movimenti del cuore . Hai così timore di rimanerci fregata ancora che ti convinci di poter vivere senza sentimenti . Senza trasporto , priva di slancio trascini un' esistenza al limite del parossismo. E ti ammali, sicuro che succede. In continuazione , la mancanza di amore ammazza anche il cuore più sfrontato . Cominci a trascurarti perché nulla sembra avere importanza , come nella maledizione dei pirati dei caraibi , niente ti può dare soddisfazione , il cibo non ti sazia , il vino non ti disseta. Prima devi aggiustare quello che hai o ti hanno rotto , superato il nodo ti sentirai meglio anche fisicamente .
Ho deciso allora di affrontare le mie grandi paure , di parlarne con uno bravo , come si dice e fare il punto di questa mia vita che mischia e perde pezzi sempre più ingombranti.
Non credo ai miracoli , so che bisogna guardare dritto in faccia il nemico ( in questo caso me ? ) e mettere in chiaro che di arrendersi non se parla per ora. Quale sia il margine di miglioramento non potrei dire , ma occorre tentare , fidarsi ed essere sinceri . Sono stanca di dover assomigliare a quella me che non sarò mai. Ho urgenza di riprendere le redini in mano , ne va della mia salute oltre che del mio orgoglio .
La voglia di respirare è tanta , come la certezza che riemergerò . Su la testa !

giovedì 9 agosto 2018

Io e lei

Possiamo parlar di lei ,
tutta la notte se vuoi .
Immaginare che puoi
vederla cogli occhi miei .

Dimmi pure ch'è bella ,
che non fa mai come me ,
lei sa credersi stella ,
sa non scordarsi di sé .

Lo so certo ch'è brava ,
o non mi spiegherei ,
neanche mi guardava ,
eppure era  tra noi .

Capisci che non posso
parlarci neanche adesso
che è tutto finito
che sei tornato indietro.

Se lei mi conoscesse ,
avrebbe forse pena ,
per una che va in scena
solo una volta al mese.

Ridiamo anche stanotte
di vite strapazzate ,
le nostre prese a botte
da ciniche virate .

Che lei dorma bambina
nel suo nido di seta ,
non sarò io la prima
a renderla irrequieta .

Bestemmia e bevi con me ,
dolce amico dei monti ,
io sono schiava di te
e di come racconti .









mercoledì 8 agosto 2018

Suono proprio coi piedi!

Pirata poeta

Un dì egli le apparve ,
così com'era stato :
una barca che parte
col timone scassato .

Vedi la vela lacera
come da graffi su carne ,
ma non lanci l'allarme
dalla tua chiglia macera .

La meta sorge chiara ,
le braccia tue son forti .
Oh come sembra amara
la vita senza porti .

Carena sana non hai ,
di buchi voraci è densa ,
salmastro il cuore di guai ,
fame di testa che pensa .

E quando abbassi il capo ,
sotto quel nero ponte ,
io ti vedrò malato
nell' ombra di Caronte .

Ti sbagli figlio di Notte ,
allontanagli quel remo !
Zompa , è vivo e se ne fotte ,
ride forte mentr ' io temo .



martedì 24 luglio 2018

L ' amor pazzo

Tu sei il detonatore
di una miccia ch'è già in me ,
chissà da quante Ere
e chissà poi perchè.
E' che quando parlo forte ,
non sei mai vicino.
E quando piango piano ,
ti sento sul mio cammino.
Un corpo chiede molto ,
la testa scende a patti.
La vergine che balla sul morto
ha già dato le parti :
io son nell'ombra del gobbo ,
tu stai bene sulla scena
a ripetere ogni sera
la stessa dolce cantilena .
E' che quando sogno
non mi manchi più
così tanto.
E' che quando scrivo
non ti penso mai
lontano.
E se respiro troppo
mi fa male il cuore
a togliere quel briciolo
d'aria al mio dolore.
E se non respiro più
poi però davvero muoio
e giaccio combattuta
tra la vita e l'amor pazzo.
Mentre ràntolo indecisa
tra la morte e il suo rimpiazzo.

venerdì 20 luglio 2018

2018 : ma dè che ?

Esistono ancora le classi sociali ? Si , e lo dico a ragion veduta , per esperienza personale .
Il mondo continua ad essere diviso tra chi può e chi sogna.I milionari si scelgono tra loro , come i poveri .
Io , figlia di piccoli commercianti , non sarò mai "papabile" per i figli e le figlie dei professionisti o per quelli degli intellettuali o dei nobili . A meno che io sposi uno di loro , cosa altamente improbabile visto che sembrano accoppiarsi seguendo un innato istinto conservativo di classe .
Non che questo rientri nelle mie priorità , son già accasata e con un ingegnere , il quale però è il primo della sua famiglia ad essersi laureato e viene dal Sud , quindi dal suo punto di vista un'impiegata milanese può anche passare ( ma sarebbe stata meglio un'insegnante conterranea , di prassi ) .
Allora , mettiamo tu sia un rampollo di buona famiglia , diciamo con qualche anno di studi all'estero , qualche master , fisico mediamente allenato , dentatura curata , vestiti impeccabili sempre , amicizie "giuste", con qualche puntatina nei bassifondi ogni tanto ( perchè mi sa che le ragazze povere lo fanno meglio) e una scorta di roba chimica per i momenti down .
Se tu fossi un tipo così , con una come me ti fermeresti alla terza domanda , magari mi concederesti un paio d'appuntamenti e poi , con una scusa più o meno fantasiosa , mi liquideresti .
La cosa più triste , a parte il fatto che sono comunista e le differenze sociali mi stanno sui maroni a prescindere , è che a nessuno pare dar fastidio questo implicito comandamento mai scritto ma perennemente attuato : "Non scegliere la donna di ceto inferiore al tuo".
A questa regola sembrano sottrarsi alcune categorie di persone : le supermodelle , le attrici famose e più in generale le strafiche consapevoli .
Se sei così puoi senz'altro varcare la soglia dei palazzi signorili , ma sarai sempre un mezzo gradino al di sotto e sostituita alla comparsa dei primi evidenti segni di decadimento fisico .
Un caso a parte  : gli artisti . Se affermati possono valere quanto un politico importante o un calciatore di serie A. Se sconosciuti hanno lo stesso " peso sociale" di una maestra d'asilo.

2018 : battaglie ecologiste , diritti alle coppie gay , donne unite contro la violenza .
Tutto giusto , ma siamo ancora parecchio fermi , a parere mio , in quanto ad UGUAGLIANZA .





venerdì 29 giugno 2018

Dal mare al cuore : la Sentina di Porto d'Ascoli








C'è un vento da Nord stamani a San Benedetto del Tronto (AP), un vento robusto e risoluto, così il cielo pare fare a gara col mare a chi si spettina di più . Mi dirigo spedita, quasi sospinta direi, verso il luogo che vorrei raccontarvi. Ad accogliermi Sergio Trevisani, euro-progettista e dal 2009 Responsabile della Riserva della Sentina. Dopo pochi convenevoli e le presentazioni dei membri dello staff di volontari che gravita attorno a questo piccolo magico angolo di Camargue tra Porto d'Ascoli e Martinsicuro, iniziamo un'intensa chiaccherata seduti davanti all'antica Torre sul Porto, un edificio che dalla fine del Quattrocento presidia questo lembo di terra, essendo stata dapprima torre d'avvistamento per le imbarcazioni saracene, penitenziario poi e infine ora semplice casolare.







Parecchi sono gli intoppi che incontra il nostro ospite nello svolgere il suo non facile ruolo: burocrazia, mancanza di fondi, arretratezza culturale di una terra che ancora pare poco matura per comprendere il fascino di un ecosistema siffatto. Stiamo parlando di un'area della "Rete Natura 2000",formata da un insieme di piccoli stagni salmastri e da praterie salse retrodunali con associazioni vegetali altamente specializzate all'ambiente costiero e perciò del tutto peculiari. La zona comprende residui degli ecosistemi tipici delle coste basse e sabbiose, un tempo molto diffusi ma oggi di grande interesse essendo ormai rarissimi in tutto il litorale regionale, antropizzato in modo pressoché continuo; in particolare è l'unica testimonianza di ambiente palustre salmastro rimasta nelle Marche.





Come sa chi mi legge da più tempo, non sono certo una biologa o una forsennata ambientalista, nè tantomeno un'assidua birdwatcher . Ma vi assicuro che fare una passeggiata "consapevole" in questi luoghi dell'anima, dove il silenzio è interrotto solo dal vento, dalle onde o dal canto degli uccelli che qui transitano, fa tanto bene allo spirito .
Il sogno di Sergio, a quanto pare, sarebbe quello di farne un ' Area Marina e Costiera Protetta, coinvolgendo di più la parte costiera della riserva, in un dialogo costruttivo coi pescatori,in particolare quelli di vongole, per far sì che si spostino qualche centinaia di metri più a largo, avere magari anche un sempre maggiore appoggio da parte degli organi amministrativi, comunali, regionali . Quello che già avviene è portare le scolaresche in Sentina ( dopo aver preparato loro la strada con incontri frontali e introduzioni al visual census ) per assolvere al vero compito di un ambientalista: educare le nuove generazioni al rispetto, alla conoscenza , alla valorizzazione, all' amore per la natura, un amore che conduca all'autodeterminazione.





Ci sono nuove sfide all'orizzonte, l'arretramento costiero erode pezzi sempre più vasti di arenile; le testuggini palustri riterranno idoneo questo sito per farvi nascere la prole? Si riuscirà a trasmettere ad un bimbo che l'airone bianco non si alza in volo ovunque? La fortuna di poter girare in bicicletta dove fino a qualche anno fa erano i cacciatori di anatre a spartirsi il territorio...,la possibilità di sapere che esiste un'alternativa al turismo industriale e che - vivaddio! - San Benedetto non è solo palme e chalet.
Volete mettere l'emozione di trovarsi all'alba, diciamo un 21 giugno qualunque ed assaporare un concerto in riva al mare, mentre vi godete lo spettacolo del sole che sorge nel giorno del suo più lungo turno?
Qui in Sentina si può fare, anche grazie a Sergio e alla sua équipe .
https://youtu.be/XFbmUuUpuPc









venerdì 22 giugno 2018

Perchè scrivere ?

Parlo di me , come sempre . Il mio rapporto con la pagina bianca è iniziato naturalmente leggendo:  Zanna bianca, La piccola Fadette , letture delle medie. O forse no, è iniziato ascoltando.  Prima le fiabe sonore con il mio portatile giradischi arancione : Il gatto con gli stivali, il soldatino di piombo, la piccola guardiana delle oche. C'erano parole e musica , le mie due grandi passioni. Dall'ascolto passai al desiderio , all'urgenza , al divertimento di scrivere io stessa, proprio per il gusto di rileggere il frutto del mio lavoro . Come un contadino che assaggia per primo il suo vino. Mi ricordo di un
lavoro di gruppo in seconda media , ci vedevamo a casa del Chiella in via Bramante per inventare una storia fantastica ed è inutile dirvi che il novantanove per cento delle idee provenivano dal mio cervello avido . Alla fine montai un racconto su una bambina che viaggiava per l'universo a bordo di un'astronave a forma di matitona esplorando pianeti monocromatici per poi approdare alla meta finale : il pianeta arcobaleno. Già ero matura per andare oltre il consueto , un po' più a fondo della maggiorparte delle mie coetanee immerse più di me nella scelta di vestiti ,trucchi , pettinature e tutto ciò che poteva farle sentire sempre meno bambine.Io stavo aggrappata alla mia ingenuità come un granchio allo scoglio , non ero pronta a fare il salto , odiavo le mie nuove tette sporgenti , il ciclo che vivevo come un'onta ingiustificata , gli sguardi sempre più invadenti del maschio .
Ero già problematica ma inoffensiva , chiedevo solamente che non mi rompessero più di tanto , avevo un gran bel da fare nella mia testa che proprio non riuscivo a canalizzare il flusso dei pensieri nuovi e sempre più ingombranti . Una diga naturale ( la mia immaturità suppongo) impediva loro di esplodere e lasciarmi libera o almeno più leggera. Se considerate che le mie letture estive in terza media si sono basate su Italo Svevo ( La coscienza di Zeno, Senilità ) potete farvi un quadro di quanto in salita poteva andare la mia vita sociale. Unica distrazione : il tennis , che praticavo senza troppa trance agonistica ma con un sano piacere di migliorarmi in uno sport che mi pareva fatto apposta per me : la giusta via di mezzo tra corpo e cervello ( nel mio caso prevaleva il secondo, ma ci stavo lavorando…). Il contesto poi era spaziale : Tennis Club Milano , anni ottanta … la crème de la crème ! Ho visto più snob in quel periodo che in tutti gli anni successivi … però mi è servito come allenamento : approdare al Liceo Classico Beccaria non fu una passeggiata per una come me . O forse sì , non so : la mia mente fu da subito offuscata dalla bellezza algida  e perfetta ai miei occhi inesperti del mio compagno di classe , un adone di un metro e novanta con una nonna simpaticissima. Ci persi il sonno con lui , ma non la verginità purtroppo. Anzi , non mi diede mai nemmeno un bacetto bollandomi come amica punto e basta e inaugurando così la triste lista degli amori sfigati di Barbara.
Pazienza, rivederlo anni fa ad una cena di ex alunni mi ha fatto capire quanto davvero fossi poco pratica di uomini , sempre un bel fustacchione non c'è che dire , ma niente per cui valesse la pena di elargire tutte quelle lacrime. Un merito però questo amore platonico a senso unico ce l'ebbe e pure pesante ,visto che sono ancora qui a scrivere dopo più di vent'anni .
L' "Ode ad Andrea Grassi" fu infatti la mia prima composizione ufficiale , una roba sdolcinata , con un lessico arcaico , ma la struttura c'era e anche la passione . Bingo! Non mi fece più tanto male da allora vederlo tutti i santi giorni , sentire dalla sua suadente voce di basso ( le professoresse lo sceglievano sempre come lettore di classe, le simpaticone !) le più belle poesie di Leopardi , Saffo , i sublimi versi di Dante ; avevo scisso l'ideale dal particolare , preso ciò che mi serviva per lavorare e gettato gli scarti . Spietata e fredda come mai ero stata . Da qui in poi amore e scrittura iniziarono a procedere su binari paralleli : non troverete mai la verità nei miei versi nemmeno a scavare per un secolo. Ciò che ho di più prezioso non finirà su un foglio …
e come disse la grandissima Alda Merini ( il mio mito immortale ) :

"Più bella della poesia è stata la mia vita".

Arriverà l'autunno

  Arriverà l'autunno, con le piogge e i suoi odori ed io ti avrò scordato. Perché mi attraversasti il cuore in lungo e in largo, senza a...