lunedì 13 marzo 2017

Smetterò

Smetterò di farlo,
per un senso antico
di puro orgoglio e a stento
poi mi riconoscerò.
Ma smetterò di scrivere,
cantare e ridere,
di respirare anche,
se servisse a farti
tornare in te!
Smetterò di essere,
se ciò che sono
tu non lo vedi più.
Ci credo ora che
le parole son fuggite,
il cuore si ferma,
l'occhio s'arrende.
Smetterò d'amarti
odiando e amore
e chi ama.Io non più,
morirò sanguinando.

Piazza Santa Maria

Vai vai vai tranquillo,
stupido d'un cuore,
tutto archiviato,asfaltato;
tutto chiarito,lapalissiano.
Poi vedo un cane,in piazza,
un cane,nient'altro che un cane.
Solo che era identico
al tuo ,maledizione,
solo che non ti stavo pensando,
solo che ero riuscita
ad archiviarti,asfaltarti,
chiarendo la cosa in modo
lapalissiano,col mio cuore
rincretinito che non distingue più...
tra uomini e cani,
tra servi e padroni,
tra schiavi e coglioni.

giovedì 17 novembre 2016

White man







E' una vecchia storia,white man,
la conosciamo tutti,white man,
ci sei venuto a cercare,
ci hai venduto in catene,
eravamo ingenui e puri.

Siamo cresciuti adesso,
le tue mani son molli,
ti veniamo a trovare,
non sei contento,white man?
Siamo forti,giovani,fieri e maturi.

Ora facci posto,
ora tocca a noi,
ci hai rubato tutto,
adesso cosa vuoi?

Puoi girar la faccia,
chiudere le porte,
costruire muri,
ma non ci fermerai.

Hai paura,white man?
Ti senti in gabbia?
Non temere,
il bianco non fa per me,
io vengo dall'Africa.

Di bianco ho solo i denti
e muscoli per mordere il futuro.
Il tuo mondo non esiste più,
sara' pieno di colori,diverso
non lo capisci ,white man?

Il bianco e il nero,
il buono e il cattivo,
il civile e il selvaggio,
Ridi,white man,con coraggio!

(Cazzeggio con la t r i s t e z z a)


Tristezza
te strizza
si t'arzi
t'azzera
si te rizzi
t'azzitta
te sferza
si sterzi
te strazia
zitta,zitta
stasera .

Perenne inverno


Pensa se aprissi gli occhi
e ti trovassi qui.
Credi che il freddo,
questo rancido gelo
che dentro divora,
credi mi lascerebbe?
Dammi le mani,
quelle mani così diverse,
tra loro e dalle altre.
Uniche e capaci di folli
e magiche peripezie,
voli imprendibili
e pugni laceranti.
Perché non subito,
ora,adesso?
A che rimandi,cosa
speri,in che confidi?
Finché avrai paura
ed io con te ,lo ammetto,
vivremo tanto ma
spenti,delusi,di rabbia tesi.
Indegni di noi,
carichi e mai sazi,
in perenne inverno,
sarò e saremo.

mercoledì 21 settembre 2016

C'è

Ho solo questa voce,
ridicola e misera,
per ingaggiare guerre
e sfide che perderò.
Non coglie plausi,
semina dubbi,fomenta
passioni sterili che sfumano.
Eppure la spingo su
fin dove non vedo,
la trucco ,camuffo l'orrore.
Di un solo mi cale,
uno che latita e sputa,
un serpe sempre pronto,
un fantasma di antico corso.
Egli c'è nell'ombra del dubbio,
cresce nelle crepe d'ansie logore.
Egli scarnifica questo oggi,
infetta e mastica ciò che sarà
a palate,egli vive ancora
e solo per ricordare
che sono illusa feccia,
scarto che vaneggia!

Come voi

C'è chi ti pianta un chiodo
nel cuore e ogni tanto
spinge un po' più giù.
C'è chi fa finta e ingoia
boccate amare e fiele ,
pur di non far sapere ...
Io son qui e la',
uccido e muoio ,
cado e imbroglio
come voi , sbaglio e affondo.

La farfalla e il ramo (testo)


C'era una farfalla
che non stava a galla.
Tentava di nuotare :
idea fenomenale !


Era tutta sola,
nel lago, e la paura
presto , senza forze ,
già l'abbandonava.

Vide un ramo secco ,
solitario e stretto ,
pareva quasi morto ,
ma le mormoro':

" Cara mia farfalla,
non esser triste mai ,
tu non sai stare a galla
ed io non volerei.

Nemmeno con il vento ,
neanche un secondo ,
almeno tu hai provato
la vera libertà.

Galleggio da una vita
(se vita questa è...!) ,
non piangere mia amica ,
l'ho già fatto io per te.

Mia cara farfallina ,
che colpa avresti tu ?
E' un mondo che s'incrina ,
che falcia le virtù.

E quando verra' l'ora
di scendere o salire ,
vediamo di incrociarci
e cerchiamo di capire

se quello che volevi
e che immaginavi tu ,
è solo una chimèra ,
un sogno e nulla più. "

lunedì 22 agosto 2016

"femminenote" Ispra,21/08/2016

Serata ad ascoltare poesie di Alfonsina Storni,Alda Merini e altre grandi, ritratti di donne accompagnati dalla musica del Gruppo Perduo (Maurizia Punginelli e Marco Rosa) nel suggestivo ambiente di Ispra, in Piazza Ferrari.Stelle e luci avvolgenti ci hanno fatto da compagne in un viaggio intenso tra pezzi di Jannacci (Vincenzina e la fabbrica),i Police di Roxanne,Vasco e la sua Sally...

giovedì 18 agosto 2016

Casomai


Non cercarmi tra i belli,
tra i vincenti,non cercarmi
tra i pochi,tra i ricchi.
Non mi troverai lì.
Eppure ci sono,
in mezzo ai folli,
sporchi,rigettati e soli.
Tra i senza corde
e suonano,senza sogni
e dormono,senza denti
e sorridono!Con loro
mi mischierò e non mi
troverai,tu che non guardi
altro ,l'altro non sai,
non vuoi,non capiresti
mai.Tu vai,vai e vai.
Scappi da te,non da
me,casomai.

giovedì 11 agosto 2016

Volo spezzato ( per l'amico Leonardo Grassi )

Chiudo gli occhi su te,
un volo spezzato,
lascia quel bicchiere
e riprendi a suonare.

Ti sta addormentando
e tu non puoi dormire
per sempre:sveglia le dita,
è il momento di scrivere!

Le ferite,lo sai,ci danno la mano,
care sorelle ,specchio gelato.
Ma tu lascia il bicchiere,

e riprendi a volare.

C'è un angelo pazzo
nel tuo dèmone finto,
quell'angelo spinge
e non vuole tacère.

La guerra con te
ti sta consumando,
ma il dono che porti,
mani d'incanto,ti guiderà.

Fuori da lì,dal nulla
per nulla,da giorni nebbiosi
c'è un mondo che offende
e ti vuole morente.

Non dargliela vinta,ai cuori
gelati,ai maiali distinti,
ai corpi venduti,non arrenderti
o sarò sola,e non mi va.

Lotta con me,sogna con me,
sbatti con me un pugno di note,
faremo polvere intorno,
ma tu dormi e nel sonno voli.


domenica 22 maggio 2016

Mamma gatta cercasi...


C'era una volta una gatta,e fin qui niente di strano.Il fatto è che questa gatta ,bella ma non esagerata, un tipo , con quel non so che che attrae , ma solo da vicino , ecco questo felino femmina , femmina non vi è dubbio, si innamorò un bel giorno di un ... cane. E lui ricambiò, anche se all'inizio era un po' sospettoso e rigido, pian pianino riuscì ad aprirsi fino a donarsi totalmente alla sua compagna. In effetti questo fu il suo principale errore, ma , che volete, un cane cosa può capire di un gatto ,femmina per giunta ,e così iniziarono le prime schermaglie , i primi dissapori , le prime incomprensioni fra i due animali. I nostri due amanti ,un tempo appassionati e coraggiosi ,ora nemmeno si accorgevano delle ferite ,dei varchi che laceravano e minavano quel rapporto  maturo , troppo , quasi rancido oserei dire!
Alla gatta piace la vita notturna ,la caccia ,l'ozio e le coccole ,un'esistenza solitaria , a volte , ma ricca di stimoli. Il cane , al contrario , fedele , abitudinario poco incline per natura a buttarsi in avventure piratesche senza futuro , preferisce la routine calma e rassicurante di un impiego statale e la compagnia di una femmina docile , ammaestrata e , preferibilmente , accondiscendente per partito preso , diciamo.
Ora , che accadrebbe se alla gatta tornasse la voglia di cacciare e si gettasse nella notte primaverile ,dimentica del suo fido compagno ? Non passerebbe molto tempo e si imbatterebbe in un bel felino , maschio maschio ,con quell'aria sorniona di mistero . E miagolando  miagolando ,qualche fusa di troppo,  un'annusatina qui , una strusciata là , il destino che ci mette lo zampino , è un attimo a perdere il senso del tempo e della colpa .
Si , perché di peccato si tratta , cara gattina smemorata , e adesso non fare la parte di quella sorpresa se non ci stai più capendo un emerito gatto! Prima ti dovevi fermare , gioia mia , ora sei in mezzo al fiume e ti stai infangando le unghiette...brava! Che ti aspetti che ti dica io ,dopo che mi hai ripetutamente ignorata ,offesa e disorientata ? Ti sei divertita ,lo so , è stato splendido respirare di nuovo a pieni polmoni e lo rifaresti anche domani. Perché non riesci a vivere un'esistenza piatta, pallida e molle ma non hai abbastanza fegato per prendere il volo. Vedi, tesoro  , ho finito i consigli con te , tanto non mi ascolteresti a prescindere . Tu credi che il mio amore per tuo padre sia stato sempre inviolabile e mai in discussione . Ma non è così , egli mi tradì e lo fece più volte. Forse perché, in fondo , siete parecchio simili o forse perché la natura felina poco ha a che fare con leggi scritte e molto con istinti primordiali, non so. Per paura e per te, gli sono rimasta accanto. Dirai che son la solita fifona. E' così, ma anch'io ho i miei segreti e le mie colpe, chi sono per giudicare il comportamento di un compagno che , pur amandomi , sente il bisogno di altro , anche di altro? Per ciò , cucciola mia ,non ti crucciare troppo. Il mondo è pieno di storie come la tua , di momenti in cui crolla il pavimento o così pare a te , ma sei forte e ce la farai. A capire dove si nasconde l'amore , a trovare i motivi delle tue scelte e , perché no , anche a buttare via gli inutili orpelli , usa questo momento per fare pulizia. Forse quel bel gatto che ti danna l'anima è solo una proiezione della tua insoddisfazione , una spinta a dare una spallata al grigio per far posto a quell'arcobaleno che tornerà a splendere nel tuo sguardo , ora così cupo da far spavento !
Coraggio , piccola , io ti starò vicina da lontano , come sempre .

La tua mamma fifona.

lunedì 16 maggio 2016

Cherokee

Eri un cavallo,
ti montai a pelo,
nuda solo di luna.

Al mattino poi,
sazio , evaporavi.

Mentre mi mordi
il cuore e lo calpesti,
col ghigno d'un folle.




Non oso

Ti porto con me
stropicciato e vero,
come seconda pelle,
una canzone in testa,
l'odore antico delle labbra...
Unico essere ad essere,
se mi guardi di nascosto come fai,
mi sciolgo in terra.
E li' mi troverai,
fino al tuo ritorno.
Pesami l'anima,
coprimi di fango,
la mia voce
sempre urlerà che
t'amo,altro non oso.

Triste coniglio

Occhi miei quanta pena,
dolori sepolti e lampi di gioia.
Troppo mi avete svelato,
tanto eravate specchio
d'infinite pieghe e stanchi.
Ora basta,serratevi e tacete!
A che serve se son sempre io,
a caccia,a stanare, a rincorrere
chi preda gode e al riparo sta?
Cieca nella notte nera di nubi,
meglio cadere che scialare
dietro un triste coniglio!

Il senso perso


















Ti ho costruito
un'immagine di dio,
ma tu sei uomo
e nemmeno tanto fortunato.
Demolito,offeso,tradito
mille volte almeno,
sei rimasto in piedi,
fiero e puro, col cuore intero.
Di questo m'innamorai,
folle e lucida ammirante
e complice ,saggia di nulla.
Eppure tu non vedi
che una preda molle,
un corpo invitante,
forse un'amica di scorta.
Addio,con rabbia,addio!
È l'ora di lasciarti scivolare,
dolce angelo smarrito,
o anch'io cadrò lì ,
dove tutto comincia,
verso il senso perso.

sabato 7 maggio 2016

Crudele canto

Guardo il fiume e corro
a pensare a te,
che ,come sempre,
arrivi quando l'acqua
e' bassa.
Poi t'incanti ,sciocco,
se mi colmo e splendo,
per annegarti tanto.
Prenderei le forme
di farfalla o tigre,
se servisse, stanco,
a condurti al sogno,
a dormirmi a fianco.
Ma tu non credi,
franco,che qui sepolta,
sola e mai davvero,
io mi aggrappi ,cieca,
a quelle poche briciole,
al tuo crudele canto!

Arriverà l'autunno

  Arriverà l'autunno, con le piogge e i suoi odori ed io ti avrò scordato. Perché mi attraversasti il cuore in lungo e in largo, senza a...