venerdì 30 giugno 2017

Al mattino

Il tuono non odi ,
la nave e' sicura
di legno fidato e nodoso ,
l'acque lisce di raso fino , fin la'.
Eppure , dove spingo lo
sguardo , come freccia
ritorna sempre mozzata ,
debole e risibile
la speranza di uscirne
illesa e piango ,
come colui
che ha perso in sogno ,
al risveglio manco
s'è accorto di quanto
era meglio il tanto
che il non aver mai
nulla desiderato e pianto !

Amaro bottino

Arriverà un'entità più saggia
di te e di me,lo sento.
Solo così guariranno
queste pupille in fiamme,
troverà pace un cuore
rincretinito,fesso e testone !
Son sicura che tu non sai
di me,manco t'accorgi che
muoio, a brandelli per strada.
Chi mi guarda annuisce e passa.
Un'altra anima persa,addio !
Dalle quinte appare un lumicino:
quella sera non sognavo,
a modo tuo mi hai amato.
Un istante per te,
a me un amaro bottino.

Fola di maggio


Laverò il tuo ricordo
come sangue dai polsi.
Miro i lembi di pelle
risanati sì presto,
notte dopo giorno.
Ma che mai risponderò
alle cicatrici a vista ?
Dirò che fu niente,
una fola di maggio,
una stella cadente,
un nulla vestito a festa,
un amaro livòre , che resta.

martedì 6 giugno 2017

Lo spioncino dell' "artista"



Non scriverò di me ,
nè di quella reale , nè di quella ideata .
Non dirò che cosa abita
un animo audace e guerriero.
Non sceglierò parole
per vestire un istante o un'immagine.
Tacerò infiniti silenzi ,
inghiottendo i miei versi ,
mi morderò la lingua
ponderando le intenzioni.
Nemmeno allora sarai contento !
Perchè anche quell'assenza
ti infastidisce , ti muove stizza
e t'invita a spruzzare veleno.
Ma tu sei , tu vali ,tu rappresenti !
Dall'alto dello scranno
discerni gli eroi poetanti
dalla feccia che scrive indarno.
Pascia pure l'amico specchio ,
arredo di salotti ,cornice delle vostre
serate d'ostriche e onori al vate !
Godi , come solo sai fare tu :
al buio , mentre gli occhi
attaccati allo spioncino
inseguono sfatti scarti di vita .

venerdì 2 giugno 2017

Il tuo risveglio


Ti sei mai accorto
che quando ci incontriamo
c'è sempre la luna ?
Hai mai fatto caso
che è come se
non fossimo mai soli , davvero...?
Pensi mai che il cielo lassù
e tutte le stelle insieme
siano voraci e folli di noi ?
Non pèrdono un fremito , un sussurro ,
uno sbatter di ciglia o un silenzio.
Tra poco tornerà la piena luna ,
a ricordarmi quanto son ombra
e tu come fai a non sentire ,
a non capire e a non vedere ?
Tu sèguiti a campare da mortale
ed io butto una notte di più
la mia sporca anima in alto ,
sognando il tuo risveglio.

martedì 23 maggio 2017

Cenere


Non sei più l'amico che cercavo io.
Non sei tu l'uomo che pensavo mio .
Tra di noi cumuli di polvere ,
rendono la vita un'abitudine.

No,no : ora basta! 
No,no, che non son pazza,
se dico che senza te ce la farò 
a scegliere un altro uomo o no.
No, no : ora basta! 

No,no che non son pazza, 
senza te posso tornare a vivere, 
tanto tu sei solamente cenere.

Le tue virtù sembravano una marcia in più ,
ma non reggono il ritmo di quest'ansia che
scivola e mi trascina ancora giù ,
pungola la fame che non sazi tu .

No,no : ora basta! 
No,no, che non son pazza, 
se dico che senza te ce la farò 
a scegliere un altro uomo o no.
No, no : ora basta! 

No,no che non son pazza, 
senza te posso tornare a vivere, 
tanto tu sei solamente cenere.

Fratello mio, è giunta l'ora dell'addio .
Mi aspettano , ai sogni non si dice no .
Credimi , la cosa non è facile :
si tratta di salvare il salvabile .

No,no : ora basta! 
No,no, che non son pazza, 
se dico che senza te ce la farò 
a scegliere un altro uomo o no.
No, no : ora basta! 

No,no che non son pazza, 
senza te posso tornare a vivere, 
tanto tu sei solamente cenere.

giovedì 4 maggio 2017

C'era una volta un tale...

C'era una volta un tale,
uno parecchio tosto invero , per essere un mortale.
Ei amoreggiava con qualsivoglia donzella ,
basta che fosse mora ,non troppo alta e bella ,
il viso tondo , la caviglia snella da puledra e l'occhio a coccinella .
Si vantava , lo stupidino , di averne una per campanile , e con questa ho fatto quello e con quell'altra sul più bello...e via discorrendo , al punto che te ti perdevi il segno , di tante che ne contava.
Ora successe al poveretto che s'imbatte' per caso in una donna un po' particolare , una di quelle che non le daresti un soldo ,anonima e pure mezza matta , una che se le gira storto nemmeno ti saluta e magari il giorno dopo ti abbraccia forte e t'offre una bevuta.
Lí per lí non fu nulla , roba leggera , roba di una sera.

Ma più passava il tempo , più s'accorgeva che quella rinsallanùta gli mangiava il fegato , il cuore e tutta l'armatura.
Ci diventava pazzo a indovinare cosa avesse di speciale , e più non ci pensava e più gli capitava addosso , così , senza fiatare il ricordo che avea rimosso e che non poteva comandare.
Una notte , mentre sveglio come un folletto , al solito , lavorava alle cose sue , ella gli apparve innanzi. Ma non viva in carne ed ossa , piuttosto in guisa di fumo etereo ed egli quasi svenne , manco a farlo apposta. Lo guardava teneramente , con la dolcezza di una madre e lui , tremante , le si avvicinò colmo di fiducioso affetto e sognante.Fu in quell'istante che ella levò il braccio sopra la di lui testa china e , beffarda , sadica e gaudente gli mollò uno sganassone proprio sulla guancia molle.
La fatica che fece lui a nasconder l'onta fu tutt'uno con la vergogna che provò il fantasma per il gesto sì eclatante e di fatti svanì all'istante .
Quell'episodio invero assai strano ebbe però il merito di infondere nel poveretto una subitanea brama di scrittura per così dire ispirata all'avvenimento fumoso.
Ei scrisse la più bella ode per l'amata invisibile eppure così presente , come se quelle cinque dita avessero smosso un terremoto interiore , un furor di versi e note , insomma una canzone .
Divenne un cantastorie assai popolare , a corte tutti lo volean ascoltare , donne uomini e bambini , financo i cani erano ammaliati da quel cantico soave.
L'unica che provava disgusto per l'arte del menestrello era proprio la donzella che l'avea ispirata ed estratta . Ironia della sorte cieca e lestofante , tiro mancino d'un destino gabbacristiani ?
"Nescio , sed fieri sentio et excrucior . " ( verso tratto dal Carme 85 - "Odi et amo" - dell' amato poeta Gaio Valerio Catullo )

just one illusion

Il tuono non odi,
la nave e' sicura
di legno fidato e nodoso,
l'acque lisce di raso fino ,fin la'.
Eppure, dove spingo lo
sguardo,come freccia
ritorna sempre mozzata,
debole e risibile
la speranza di uscirne
illesa e piango,
come colui
che ha perso in sogno,
al risveglio manco
s'è accorto di quanto
era meglio il tanto
che il non aver mai
per nulla desiderato!

Cosa molla


C'è un tizio che ha nel garage

dei poveri animali in gabbia,

dice per compagnia ,

dice che stanno bene ,

chiusi senza potersi muovere.


Ed io non faccio niente.


Ed io non alzo un dito.


Ed io non ho voce,non ho peso.


Un signore senza memoria,


passa i giorni tutti uguali,


ha sputato la dentiera.


Ha gettato la sua vita


nelle mani di una donna,


fredda come la morte,


dura più delle notti


in coperta a fumare.


Ed io non so che dire


e non faccio nulla,


perché questo è quel che sono,


un niente verso il niente,


un'ombra molla e silente.

Tra un anno o un secolo

Se passassi su questo viaggio
senza lasciare un segno,
avrei sempre vissuto,
amato e perduto a stento.
Così so che chi leggerà
tra un anno o un secolo,
capirà che si sopravvive
anche senza amore,anche senza
un vero dolore ,anche senza vita.
Non prendertela,dolce fiore,
mi aspettasti invano sul molo.
Ed io,ora che parto,non trovo
le parole nemmeno degli altri,
figuriamoci le mie,sepolte sotto
ciglia chiuse ai troppi fuochi fatui.
Mi riservo di sognare e nel sogno
respiro,insieme al vento di mare
l'odore di un amore che 

non mi voleva amare!

lunedì 13 marzo 2017

Smetterò

Smetterò di farlo,
per un senso antico
di puro orgoglio e a stento
poi mi riconoscerò.
Ma smetterò di scrivere,
cantare e ridere,
di respirare anche,
se servisse a farti
tornare in te!
Smetterò di essere,
se ciò che sono
tu non lo vedi più.
Ci credo ora che
le parole son fuggite,
il cuore si ferma,
l'occhio s'arrende.
Smetterò d'amarti
odiando e amore
e chi ama.Io non più,
morirò sanguinando.

Piazza Santa Maria

Vai vai vai tranquillo,
stupido d'un cuore,
tutto archiviato,asfaltato;
tutto chiarito,lapalissiano.
Poi vedo un cane,in piazza,
un cane,nient'altro che un cane.
Solo che era identico
al tuo ,maledizione,
solo che non ti stavo pensando,
solo che ero riuscita
ad archiviarti,asfaltarti,
chiarendo la cosa in modo
lapalissiano,col mio cuore
rincretinito che non distingue più...
tra uomini e cani,
tra servi e padroni,
tra schiavi e coglioni.

giovedì 17 novembre 2016

White man







E' una vecchia storia,white man,
la conosciamo tutti,white man,
ci sei venuto a cercare,
ci hai venduto in catene,
eravamo ingenui e puri.

Siamo cresciuti adesso,
le tue mani son molli,
ti veniamo a trovare,
non sei contento,white man?
Siamo forti,giovani,fieri e maturi.

Ora facci posto,
ora tocca a noi,
ci hai rubato tutto,
adesso cosa vuoi?

Puoi girar la faccia,
chiudere le porte,
costruire muri,
ma non ci fermerai.

Hai paura,white man?
Ti senti in gabbia?
Non temere,
il bianco non fa per me,
io vengo dall'Africa.

Di bianco ho solo i denti
e muscoli per mordere il futuro.
Il tuo mondo non esiste più,
sara' pieno di colori,diverso
non lo capisci ,white man?

Il bianco e il nero,
il buono e il cattivo,
il civile e il selvaggio,
Ridi,white man,con coraggio!

(Cazzeggio con la t r i s t e z z a)


Tristezza
te strizza
si t'arzi
t'azzera
si te rizzi
t'azzitta
te sferza
si sterzi
te strazia
zitta,zitta
stasera .

Perenne inverno


Pensa se aprissi gli occhi
e ti trovassi qui.
Credi che il freddo,
questo rancido gelo
che dentro divora,
credi mi lascerebbe?
Dammi le mani,
quelle mani così diverse,
tra loro e dalle altre.
Uniche e capaci di folli
e magiche peripezie,
voli imprendibili
e pugni laceranti.
Perché non subito,
ora,adesso?
A che rimandi,cosa
speri,in che confidi?
Finché avrai paura
ed io con te ,lo ammetto,
vivremo tanto ma
spenti,delusi,di rabbia tesi.
Indegni di noi,
carichi e mai sazi,
in perenne inverno,
sarò e saremo.

mercoledì 21 settembre 2016

C'è

Ho solo questa voce,
ridicola e misera,
per ingaggiare guerre
e sfide che perderò.
Non coglie plausi,
semina dubbi,fomenta
passioni sterili che sfumano.
Eppure la spingo su
fin dove non vedo,
la trucco ,camuffo l'orrore.
Di un solo mi cale,
uno che latita e sputa,
un serpe sempre pronto,
un fantasma di antico corso.
Egli c'è nell'ombra del dubbio,
cresce nelle crepe d'ansie logore.
Egli scarnifica questo oggi,
infetta e mastica ciò che sarà
a palate,egli vive ancora
e solo per ricordare
che sono illusa feccia,
scarto che vaneggia!

Come voi

C'è chi ti pianta un chiodo
nel cuore e ogni tanto
spinge un po' più giù.
C'è chi fa finta e ingoia
boccate amare e fiele ,
pur di non far sapere ...
Io son qui e la',
uccido e muoio ,
cado e imbroglio
come voi , sbaglio e affondo.

La farfalla e il ramo (testo)


C'era una farfalla
che non stava a galla.
Tentava di nuotare :
idea fenomenale !


Era tutta sola,
nel lago, e la paura
presto , senza forze ,
già l'abbandonava.

Vide un ramo secco ,
solitario e stretto ,
pareva quasi morto ,
ma le mormoro':

" Cara mia farfalla,
non esser triste mai ,
tu non sai stare a galla
ed io non volerei.

Nemmeno con il vento ,
neanche un secondo ,
almeno tu hai provato
la vera libertà.

Galleggio da una vita
(se vita questa è...!) ,
non piangere mia amica ,
l'ho già fatto io per te.

Mia cara farfallina ,
che colpa avresti tu ?
E' un mondo che s'incrina ,
che falcia le virtù.

E quando verra' l'ora
di scendere o salire ,
vediamo di incrociarci
e cerchiamo di capire

se quello che volevi
e che immaginavi tu ,
è solo una chimèra ,
un sogno e nulla più. "

Arriverà l'autunno

  Arriverà l'autunno, con le piogge e i suoi odori ed io ti avrò scordato. Perché mi attraversasti il cuore in lungo e in largo, senza a...